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Caso Vos Thalassa: il naufrago che opponga resistenza necessitata agisce per legittima difesa

Argomento: Cause di giustificazione
Sezione: Sezione Semplice

(Cass. Pen., Sez. VI, 26 aprile 2022, n. 15869)

Stralcio a cura di Lorenzo Litterio

“5.1. (…) la Corte di appello (…) ha ritenuto non configurabile la causa di giustificazione, di cui all'art. 52 cod. pen.(…). In tale prospettiva, nel riformare la sentenza di assoluzione, la Corte, ha valorizzato il principio per cui "la determinazione volontaria dello stato di pericolo esclude la configurabilità della legittima difesa (…) per difetto del requisito della necessità della difesa" (…) sulla base di tale presupposto, i Giudici hanno affermato” (…) Venne dunque posta in essere una condotta da parte dell'organizzazione criminale che organizzò il viaggio, pienamente accettata dai migranti, per cui venne creata artificiosamente una situazione di necessità (…).5.2. Quello della Corte di appello è un ragionamento (…) che viola l'obbligo di motivazione rafforzata (…) e che non fa corretta applicazione della legge penale. Ciò che rileva nel caso in esame (…) è la diversa situazione di pericolo derivante dal respingimento verso la Libia, per evitare la quale gli imputati tennero i contegni aggressivi a loro rimproverati (…).6.1. Il principio di non respingimento (…) ha trovato compiutezza a seguito della sentenza Hirsi Jamaa e a. c. Italia pronunciata dalla Grande Camera della Corte europea dei diritti dell'uomo il 23 febbraio 2012. Si è chiarito come (…) trovi riconoscimento nell'art. 33 della Convenzione di Ginevra del 1951 sullo statuto dei rifugiati, secondo cui «Nessuno Stato Contraente espellerà o respingerà, in qualsiasi modo, un rifugiato verso i confini di territori in cui la sua vita o la sua libertà sarebbero minacciate a motivo della sua razza, della sua religione, della sua cittadinanza, della sua appartenenza a un gruppo sociale o delle sue opinioni politiche» (…). 6.2. In tale quadro di riferimento si è posta la questione relativa (…) ai respingimenti effettuati nel mare internazionale (…). Il 23 febbraio 2012 la Grande Camera della Corte europea dei diritti dell'uomo (…) ha ritenuto nella specie violato l'art. 3 della Convenzione (…).6.3. Si pone l'ulteriore tema (…) se, al momento in cui i fatti si verificarono (estate 2018), la Libia continuasse a non essere un "luogo sicuro", con conseguente divieto di respingimento. Occorreva cioè accertare se il quadro di riferimento descritto dalla [continua ..]

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