home / Archivio / Diritto Penale raccolta del 2021 / (Ancora) sull´automatismo sanzionatorio di cui all´art. 69 c. 4 c.p. costituzionalmente ..

indietro stampa contenuto


(Ancora) sull´automatismo sanzionatorio di cui all´art. 69 c. 4 c.p. costituzionalmente illegittimo il divieto di prevalenza dell´attenuante del “fatto di lieve entità” sulla recidiva reiterata in relazione al reato di sequestro di persona a scopo di estorsione

(C. Cost., 8 luglio 2021, n. 143)

stralcio a cura di Giulio Baffa 

“1.– Con ordinanza dell’8 settembre 2020 (…) la Corte di cassazione ha sollevato, in riferimento agli artt. 3, 25 e 27 della Costituzione, questioni di legittimità costituzionale dell’art. 69, quarto comma, del codice penale, come sostituito dall’art. 3 della legge 5 dicembre 2005, n. 251 (…) nella parte in cui prevede il divieto di prevalenza dell’attenuante del «fatto di lieve entità» – introdotta dalla sentenza n. 68 del 2012 di questa Corte, in relazione al reato di sequestro di persona a scopo di estorsione di cui all’art. 630 cod. pen. – sulla circostanza aggravante della recidiva reiterata di cui all’art. 99, quarto comma, cod. pen. (…) In particolare, la Corte rimettente osserva che, in considerazione dell’eccezionale asprezza del trattamento sanzionatorio previsto dall’art. 630 cod. pen., l’impossibilità di applicare la diminuzione di pena prevista dall’attenuante in esame, secondo un giudizio di prevalenza, lede il principio di proporzionalità della pena in quanto impedisce il necessario adeguamento della stessa al fatto di particolare tenuità. Per effetto del divieto di prevalenza dell’attenuante del fatto di lieve entità sull’aggravante della recidiva reiterata si determinerebbe un trattamento sanzionatorio sproporzionato rispetto al reato commesso, che sarebbe percepito come ingiusto dal condannato e, perciò, risulterebbe inidoneo a svolgere la funzione rieducativa prescritta dall’art. 27 Cost. Ciò ridonderebbe anche in violazione del principio di eguaglianza in ragione dell’ingiustificatezza della risposta sanzionatoria, così marcatamente differenziata rispetto agli imputati concorrenti nel reato. (…) 4.– [Nella] (…) nuova formulazione l’art. 630 cod. pen. ha previsto al primo comma – e prevede tuttora – che chiunque sequestra una persona allo scopo di conseguire, per sé o per altri, un ingiusto profitto come prezzo della liberazione è punito con la reclusione da venticinque a trenta anni (…). Questa Corte, investita della questione di legittimità costituzionale dell’art. 630 cod. pen., non ha mancato di osservare che si è trattato di «una risposta sanzionatoria di eccezionale asprezza» (sentenza n. 68 del 2012), che finiva per trovare applicazione [continua ..]

» Per l'intero contenuto effettuare il login inizio