home / Archivio / Diritto Penale raccolta del 2021 / Impiego di minori nell´accattonaggio: la connotazione culturale della pratica non ..

indietro stampa contenuto


Impiego di minori nell´accattonaggio: la connotazione culturale della pratica non decriminalizza la condotta

Argomento: Delitti contro la personalità individuale
Sezione: Sezione Semplice

(Cass. Pen., Sez. I, 1 marzo 2022, n. 7140)

Stralcio a cura di Lorenzo Litterio

“1. (…) la Corte di appello di (…) confermava la pronuncia del Tribunale (…), con la quale (…) era stato ritenuto responsabile del reato di cui all'art. 600 octies c.p. (…). 2. Avverso detta sentenza, (…), ha proposto ricorso per cassazione, formulando tre distinti motivi di impugnazione. 2.1. Con il primo motivo, (…) la sentenza impugnata si fonderebbe su "una erronea ricostruzione dei fatti e, in ogni caso, su una erronea applicazione delle norme di diritto"; (…) l'accattonaggio è usualmente praticato dagli zingari e (…) in diverse comunità etniche, per le quali la richiesta di elemosina costituisce una condizione di vita tradizionale molto radicata nella mentalità delle stesse; sarebbe stato (…) "necessario riflettere sulle situazioni di fatto, (…) e non criminalizzare condotte che rientrano nella tradizione culturale di un popolo", tenuto anche conto della previsione di cui all'art. 2 Cost., che valorizza il pluralismo sociale. 2.2. Con il secondo motivo, il ricorrente ha dedotto (…) mancata applicazione dell'esimente dello stato di necessità ex art. 54 c.p."(…) l'imputato avrebbe commesso il reato in stato di necessità in ragione della profonda situazione di indigenza in cui versava (…). 2.3. Con il terzo motivo, il ricorrente ha dedotto (…) mancata applicazione dell'art. 131-bis c.p., (…)". 1. Il ricorso non merita accoglimento per le ragioni di seguito esplicitate. (…) La dedotta connotazione culturale della pratica di chiedere l'elemosina (…) non può certamente condurre (…) a "decriminalizzare" la condotta posta in essere dall'imputato; (…) i "valori" della cultura rom non rilevano quando (…) contrastino con i beni fondamentali riconosciuti dall'ordinamento costituzionale, quali il rispetto dei diritti umani e la tutela dei minori. (…). 2. (…) La prospettazione difensiva, secondo cui l'imputato avrebbe commesso il fatto per esservi stato costretto dalla profonda situazione di indigenza in cui versava, non integra l'invocata ricorrenza della scriminante di cui all'art. 54 c.p. (…), "L'esimente dello stato di necessità postula il pericolo attuale di un danno grave alla persona, non scongiurabile se non attraverso l'atto penalmente illecito, e non può quindi applicarsi a reati [continua ..]

» Per l'intero contenuto effettuare il login inizio