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Il danno all´immagine della P.A. può scaturire da qualsiasi reato. Ma come distinguere tra giurisdizione ordinaria e contabile?

Argomento: Danno all'immagine della Pubblica Amministrazione
Sezione: Sezione Semplice

(Cass. Pen., Sez. VI, 16 febbraio 2022, n. 5534)

Stralcio a cura di Ilaria Romano

“4.1. Il primo motivo ha ad oggetto la violazione di legge e il vizio di motivazione in relazione alla disposta condanna al risarcimento per danno all'immagine della Pubblica Amministrazione Ministero della Difesa, non avendo la Corte di appello tenuto conto di quanto disposto dall'art. 17, comma 30-ter, del d.l. 78/2009, che limiterebbe la risarcibilità del danno di immagine alla P.A. ai “soli casi previsti dalla legge" e quindi alle fattispecie delittuose di cui agli artt. da 314 a 335-bis cod. pen., escludendola, quindi, in relazione al delitto di turbata libertà degli incanti ascritto al ricorrente nei capi 24) e 28) di imputazione. (…)4.1.1. Occorre, preliminarmente, esaminare la problematica sorta con riguardo alla previgente formulazione dell'art. 17, comma 30-ter, d.l. 1 luglio 2009, n.78 (…).(…) [L]a disciplina normativa ha subito profonde modifiche (…) ma, per comprenderne l’incidenza, è necessario richiamare brevemente il contrasto giurisprudenziale insorto in ordine alla possibilità o meno che il danno all’immagine della P.A. sia limitato ai soli reati richiamati dall'art. 7, l. 27 marzo 2001, n. 97, ovvero se possa configurarsi anche in presenza di reati comuni che, per la qualità dell'agente e le modalità della condotta, abbiano leso l'immagine ed il prestigio della pubblica amministrazione.4.1.2. Secondo la tesi più restrittiva, il danno subito dalla pubblica amministrazione per effetto della lesione all'immagine è risarcibile esclusivamente qualora derivi dalla commissione di uno dei delitti dei pubblici ufficiali contro la pubblica amministrazione e non anche qualora consegua, come nel caso di specie, alla commissione di reati comuni posti in essere da soggetti appartenenti ad una pubblica amministrazione (…).Tale soluzione trova conforto anche nella sentenza n. 355 del 2010 della Corte Costituzionale secondo cui il legislatore non ha inteso prevedere una limitazione della giurisdizione contabile a favore di altra giurisdizione, e segnatamente di quella ordinaria, bensì circoscrivere oggettivamente i casi in cui è possibile, sul piano sostanziale e processuale, chiedere il risarcimento del danno in presenza della lesione dell'immagine dell'amministrazione imputabile a un dipendente di questa; sicché «la norma deve essere univocamente interpretata, nel senso che, al di fuori delle ipotesi [continua ..]

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