home / Archivio / Diritto Civile raccolta del 2021 / Sui presupposti della servitù di uso pubblico

indietro stampa contenuto leggi libro


Sui presupposti della servitù di uso pubblico

Argomento: Della proprietÓ
Sezione: Sezione Semplice

(Cass. Civ., Sez. II, 19 ottobre 2021, n. 28869)

stralcio a cura di Francesco Taurisano 

“8. (…) E' risaputo, da un punto di vista generale, che la servitù di uso pubblico consiste in un peso a carico di un bene immobile per consentire un'attività a beneficio di una collettività di persone (uti cives). Si tratta di attività che corrisponde ad esigenza di carattere generale ed è diretta a realizzare un fine di pubblico interesse (passaggio o altro). A beneficiare del peso gravante sull'immobile in tal caso non è un altro bene immobile (a differenza che nella servitù prediale, che è diritto reale), bensì soggetti che si identificano in una comunità di persone. Il contenuto del diritto in questione non è predeterminato: deve unicamente essere idoneo a perseguire un fine di pubblico interesse attraverso il suo esercizio da parte di una collettività indistinta di persone. (…) la Corte laziale non si è affatto limitata a prendere in considerazione l'astratta idoneità del bene a perseguire un fine pubblico ma ha verificato in concreto che il tratto viario di proprietà del ricorrente (...) non conduceva esclusivamente ad aree private, ma dava direttamente accesso al menzionato Parco regionale pubblico, donde la configurazione della sua sottoposizione ad una servitù pubblica di passaggio, rimanendo irrilevante a tal fine la potenziale scarsa frequenza dell'utilizzazione di detto accesso. (…) Sulla scorta dell'accertata condizione dei luoghi e della ricostruzione dei rapporti intercorsi tra il (...) ricorrente e (...) (non comprovanti la configurazione di una possibile buona fede nella condotta del primo), quindi, il giudice di appello ha correttamente applicato la giurisprudenza di questa Corte, secondo la quale l'estinzione della servitù di pubblico passaggio su strada vicinale non può derivare dall'eventuale mancato o scarso uso di tale passaggio da parte degli utenti, ma richiede la volontà - esplicita o concretizzatasi mediante comportamenti concludenti dell'ente territoriale - (nel caso di specie rimasta esclusa), quale soggetto esponenziale della collettività dei cittadini, tenuto conto che la detta servitù spetta al predetto ente (cfr., per tutte, Cass. n. 5414/1992 e Cass. n. 11676/2018). (…) una volta rimasto accertato che il (...) ricorrente aveva occupato senza titolo un'area - gravata da servitù di uso pubblico ... la Corte di appello ha [continua ..]

» Per l'intero contenuto effettuare il login inizio