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ARTICOLI su: Un anno di sentenze 2025

» Ai fini dell´accertamento del reato di corruzione propria, è necessario provare il rapporto sinallagmatico che lega la prestazione illecita alla dazione o alla promessa della remunerazione. L'atto contrario ai doveri d'ufficio è anche quello discrezionale o formalmente regolare se funzionalmente svincolato dall'interesse pubblico

» Non è discriminatoria la disposizione che consente la detenzione domiciliare al padre detenuto solo «se la madre è deceduta o impossibilitata» in quanto l´impossibilità può essere interpretata in modo evolutivo. Deve invece essere dichiarata l´incostituzionalità della disposizione limitatamente alle parole «e non vi è modo di affidare la prole ad altri che al padre» in quanto ciò priverebbe il figlio di vivere una relazione continuativa con l´unico genitore ancora in vita o capace di assolvere alle funzioni genitoriali

» Risponde del delitto di cui all´art. 633 c.p. il titolare di una concessione avente ad oggetto l´utilizzo di una strada comunale che consente l´accesso al mare, qualora apponga su di essa una limitazione strutturale (ad esempio, un cancello) che impedisca l´esercizio del diritto di libero accesso al mare garantito a tutti i cittadini, non potendo il provvedimento concessorio derogare ai principi della normativa nazionale di riferimento disponendo un uso esclusivo e privato del bene pur dato in concessione

» A fronte di un dato convenzionale vago in ordine al concetto di lobbying illecito, spetta al legislatore nazionale precisare i confini delle condotte punibili, tenendo conto del principio di sufficiente precisione della legge penale. Tale compito, assolto mediante la riscrittura dell´art. 346-bis c.p. ad opera della legge n. 114/2024, non si pone in contrasto con l´obbligo di incriminazione previsto dalla Convenzione di Strasburgo e, pertanto, non viola l´art. 117 della Costituzione

» La possibile presenza di strumenti tecnologici di autosomministrazione del trattamento di fine vita, idonei a garantire il diritto all´autodeterminazione fino all´ultimo momento utile, non consente di sindacare la legittimità costituzionale della punibilità dell´omicidio del consenziente in caso di paziente che richieda di accedere alla morte medicalmente assistita per mano altrui, non potendo fisicamente autosomministrarsi il trattamento a causa della tetraparesi da cui è affetto

» In seguito all´introduzione dell´art. 314-bis c.p. le condotte distrattive che integrano una effettiva appropriazione della res continuano a essere punite ai sensi dell´art. 314 c.p., mentre le condotte di “mero mutamento della destinazione di legge del denaro o delle cose mobili pubbliche”, originariamente riconducibili all´abrogato abuso d´ufficio, sono oggi punibili, con una decisiva riduzione dello spazio di rilevanza penale, ai sensi dell´art. 314-bis c.p.

» Pur in assenza di uno specifico obbligo di incriminazione, l´abrogazione dell´abuso d´ufficio ha comportato un vulnus di tutela contro le condotte abusive e la violazione dell'imparzialità da parte dei pubblici agenti in danno dei privati per le quali la Convenzione di Merida obbliga gli Stati ad adottare misure preventive efficaci

» Per l´integrazione del reato di cui all´art. 617-septies c.p. è necessario il dolo specifico di arrecare un danno all'altrui reputazione o immagine

» In materia di stupefacenti, l´aggravante della “non occasionalità” introdotta dal c.d. decreto Caivano rileva laddove l'agente, al momento del fatto, abbia già riportato un precedente specifico

» Le condotte di “puntare i piedi” e di "dimenarsi" integrano il reato di resistenza a pubblico ufficiale, in quanto comportano l´impiego di forza fisica in funzione antagonista dell'agente pubblico, diretta contro lo stesso o contro terzi, ma comunque funzionale ad opporsi al suo operato

» Il mero rapporto di conflittualità tra coniugi non integra di per sé il reato di maltrattamenti in famiglia, a meno che non sia dimostrato che la vittima fosse sottoposta a una condizione costante di prevaricazione e umiliazione

» Stalking: la prova del grave e perdurante stato di ansia può essere ricavata dalle dichiarazioni della stessa vittima del reato, dai suoi comportamenti conseguenti alla condotta posta in essere dall'agente ed anche da quest'ultima, considerando tanto la sua astratta idoneità a causare l'evento, quanto il suo profilo concreto in riferimento alle effettive condizioni di luogo e di tempo in cui è stata consumata

» Nella scelta se confermare o revocare la misura cautelare, il Tribunale del riesame deve verificare l´attualità delle esigenze cautelari, nel senso che l´analisi della personalità e delle concrete condizioni di vita dell´indagato deve indurre a ritenere probabile una ricaduta nel delitto prossima al momento in cui la misura viene applicata

» In ambito penal-tributario, l'integrale o parziale pagamento del debito tributario con l'Erario, anche attraverso piani rateali, può essere tenuto in considerazione per l´applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto anche in caso di importo evaso non irrisorio

» La Convenzione di Merida non impone l´obbligo di incriminare il reato di abuso d´ufficio, né vieta l´abrogazione della relativa disposizione incriminatrice. Gli eventuali vuoti di tutela derivanti da tale abrogazione non sono giustiziabili dinanzi alla Corte costituzionale

» Risponde di furto in abitazione colui che si introduce nell´immobile munito delle chiavi dell'immobile per ragioni di lavoro quando l´accesso nel locale non sia stato strumentale ad espletare l'attività per cui era stato consentito, bensì finalizzato sin dal principio all´impossessamento della cosa mobile in esso contenuta

» Gli amministratori senza delega, alla luce della riforma del diritto societario, non hanno più un generale obbligo di vigilanza sulla gestione attuata dagli organi delegati, atteso che l'art. 2392, comma 2, cod. civ. non prevede più che siano "solidalmente responsabili se non hanno vigilato sul generale andamento della gestione", ma che lo siano solo ove, "a conoscenza di fatti pregiudizievoli", non abbiano "fatto quanto potevano per impedirne il compimento o eliminarne o attenuarne le conseguenze dannose".

» Integra il delitto di diffusione illecita di immagini o video sessualmente esliciti, la condotta di chi, avendo ricevuto (o comunque acquisito) materiale visivo pubblicato su un sito web di incontri il cui accesso è limitato ai soli iscritti, lo trasmetta a terzi senza il consenso della persona ritratta. Quest´ultima facoltà, invero, in virtù del consenso espresso dalla persona offesa al momento dell´apertura dell´ “account”, è limitata ai soli appartenenti alla comunità virtuale a cui il materiale era stato originariamente inviato e unicamente all´interno di essa

» Il delitto di scambio elettorale politico-mafioso presuppone che il soggetto procacciatore dei voti faccia parte dell´associazione di stampo mafioso o che, pur essendone estraneo o agendo uti singulus, la modalità di procacciamento dei voti sia di tipo mafioso

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» Il divieto di rappresentanza dell´ente ex art. 39 d.lgs. n. 231/2001 presuppone l´attualità della qualità di imputato del legale rappresentante e non opera se il procedimento in capo a quest´ultimo si è concluso con sentenza irrevocabile di proscioglimento per prescrizione

» Qualora il reato presupposto ex d.lgs. n. 231 del 2001 sia stato commesso nell'ambito dell'attività di una società facente parte di un gruppo o di una aggregazione di imprese, la responsabilità può estendersi alle società collegate solo a condizione che all'interesse o vantaggio di una società si accompagni anche quello concorrente di altra società e la persona fisica autrice del reato presupposto sia in possesso della qualifica soggettiva necessaria, ai sensi dell'art. 5 del. D.Lgs. n.231 del 2001, ai fini della comune imputazione dell'illecito amministrativo da reato

» Il Garante Privacy ha disposto il blocco di un´APP che crea foto e video, anche di minori, senza verifica del consenso e senza indicazione della natura artificiale dei contenuti, rilevando elevati rischi per la dignità, la riservatezza e la protezione dei dati personali degli interessati

» La gravità indiziaria in ordine alla commissione del reato presupposto non è sufficiente per l´applicazione di misure cautelari all´ente, dovendo necessariamente emergere la colpa di organizzazione, che costituisce un elemento costitutivo del fatto tipico dell´ente e la cui prova grava sull´accusa

» Il principio di proporzionalità della pena impone al giudice di espungere dalla fattispecie – nei limiti in cui il dato normativo lo consenta – condotte incapaci di attingere la soglia di disvalore congeniale alla gravità del compasso edittale, collocandosi così in una zona in cui alla ‘formale´ integrazione degli elementi costitutivi della fattispecie astratta non corrisponde, sul piano ‘sostanziale´, l´integrazione del nucleo di disvalore che dovrebbe caratterizzare quella fattispecie, secondo la stessa valutazione del legislatore riflessa nella misura della pena edittale

» La partecipazione dell´imputato al procedimento mediante videoconferenza è compatibile con l´articolo 6 qualora sia prevista dal diritto interno, persegua un obiettivo legittimo e le modalità pratiche di svolgimento garantiscano il rispetto delle esigenze di un equo processo

» L´adozione di adeguate misure di sicurezza e la preventiva valutazione d´impatto sulla protezione dei dati deve avvenire assicurando la riservatezza del segnalante attraverso un maggiore livello di protezione dei dati personali nella gestione dei canali interni ed esterni del whistleblowing, garantendo la minimizzazione e la limitazione della conservazione dei dati. Il GDPD esprime parere di delibera modifica e integrazione della Delibera ANAC n. 311 del 12 luglio 2023.

» Il delitto di epidemia colposa può essere integrato anche da una condotta omissiva, in quanto la “diffusione di germi patogeni” non qualifica una forma vincolata della condotta, ma costituisce l´espressione normativa dell´evento epidemico

» In tema di diffamazione tramite “internet”, ai fini della individuazione del "dies a quo" rilevante per la tempestività della querela, si considera il momento in cui i terzi percepiscono l'espressione ingiuriosa e, dunque, nel momento stesso in cui essi attivano il collegamento, salvo che l'interessato non dia dimostrazione della percezione in un diverso momento